LARCIANO CASTELLO

Larciano, a 160 mt. di altezza, è un borgo fortificato posto in posizione di controllo di tutta la pianura della Valdinievole. Nel Medioevo fu uno dei cardini del sistema difensivo di Pistoia, anche se le sue origini pare che siano molto più antiche: il nome è senz’altro di derivazione romana.
Larciano viene menzionata per la prima volta in un documento del 936, come “villa” e non ancora come borgo fortificato.

Intorno alla metà del X sec., Larciano faceva parte dei feudi dei conti Guidi legati alla marchesa Matilde di Canossa e a questo periodo si può far risalire la costruzione del castello che aveva un ruolo fondamentale difensivo e per questo acquistato dal Comune di Pistoia nel 1226 per 6000 lire pisane.

Nel 1302, durante la guerra tra Pistoia e Lucca, alleata di Firenze, Larciano cadde nelle mani dei lucchesi dai quali Pistoia riscattò il castello nel primo decennio del trecento per diecimila fiorini e lo trasformò in podesteria.

Va ricordato fra i podestà Francesco Ferrucci, mito risorgimentale, morto a Gavinana il 3 agosto 1530 per mano di Maramaldo che lo aveva fatto prigioniero ormai morente, al quale rivolge le celebri parole: ” Tu uccidi un uomo morto”.

L’episodio si riferisce alla difesa della Repubblica di Firenze assediata dall’esercito imperiale di Carlo V: il 2 agosto prima della capitolazione della città il capitano F.Ferrucci sconfisse le truppe nemiche a Gavinana come nell’Inno d’Italia scrive Mameli, nella strofa in cui ripercorre sette secoli di lotta contro il dominio straniero: “Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano…..”

Agli inizi del ‘400, quando ormai l’intero distretto pistoiese è passato sotto il dominio di Firenze, e quindi anche Larciano, viene collocato sulla piazza principale del paese il Marzocco, l’emblema fiorentino che rappresenta un leone accovacciato con la zampa sollevata a sostenere lo scudo gigliato.

Nel corso del XV secolo Larciano non si trova più al confine del territorio fiorentino che si è notevolmente ingrandito pertanto perde ogni importanza militare; a questo si aggiunge il calo demografico causato dalla crisi dell’agricoltura locale (i mercati richiedevano cereali ed il territorio collinare non è adatto a queste coltivazioni).

Nel 1772 Larciano non è più podesteria e nel 1818 è unito a Lamporecchio. Solo nel 1897 ottiene l’autonomia amministrativa e si costituisce in comune con sede nella frazione di San Rocco, in pianura, dove fin dal seicento si era formato un nuovo insediamento intorno alla cappella dedicata a San Rocco.

***

A Larciano è chiaramente individuabile la cerchia delle mura costruita a difesa dell’abitato mentre delle torri non resta praticamente niente tranne quella inclusa nel cassero che con i suoi 36 metri di altezza consente ai visitatori di dominare il paesaggio circostante. All’interno del cassero si trova anche un’antica cisterna ed un deposito sotterraneo all’interno del quale nel 1976 è stato sistemato un piccolo museo civico a cura del gruppo archeologico della Valdinievole.

Nella piazza, su una colonna, è posto il Marzocco, più tardo rispetto al primo, privo della testa, decapitazione dovuta, forse, a lontane dispute tra Larciano e altri centri vicini.

Di notevole interesse storico-culturale è l’unico edificio sacro del paese, la chiesa intitolata a San Silvestro che conserva al suo interno opere di pregio.

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